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Grazie don Gius

di Vincenzo Barcellona

È un sentimento di profonda gratitudine e di affetto quello che provo per don Luigi Giussani ?fondatore? (tra virgolette perché non amava essere definito così) del movimento Comunione e Liberazione a cinque anni dalla sua scomparsa avvenuta il 22 febbraio 2005: per i suoi preziosi insegnamenti e per aver dato una svolta di fede vissuta alla mia vita. Il successivo 24 febbraio così lo commemorava l? allora Cardinale Ratzinger , con commozione, durante la cerimonia funebre tenutasi alla presenza di decine di migliaia di persone fuori e dentro il Duomo di Milano: ?Don Giussani era toccato, anzi ferito dal desiderio dalla bellezza e non si accontentava con una bellezza qualunque, con una bellezza banale, cercava la bellezza stessa, la Bellezza infinita?.(1) E don Carron erede da lui stesso designato alla guida del movimento lo ricorda rispondendo a delle domanda di una giornalista su che amico e uomo fosse: ?Amava la vita, fino ai particolari: dalla musica, alle gite, al pranzo, al vino, agli scherzi. . . era un uomo, dove tutto era investito di una intensità che per me era sconosciuta. Tanti cominciavano ad interessarsi a lui proprio per questo impatto che suscitava la sua intensità umana. . . . era riconosciuto da tutti: aveva una capacità prima di tutto di ascoltare, di immedesimarsi con la situazione dell? altro, una capacità di giudizio di approfondimento, uno sguardo così vero e allo stesso tempo tenero dell? altra persona. Era avvincente.? ? Cosa l? ha colpita di più?? ? continua la giornalista. ?Soprattutto la sua capacità di rendere il Cristianesimo qualcosa di affascinante? ? risponde Carron. (1)

Al di là di queste più che autorevoli testimonianze certamente non si può disconoscere il ruolo pubblico di questo sacerdote le cui intuizioni a distanza di mezzo secolo appaino straordinarie. Sono gli anni cinquanta e il cattolicesimo in Italia sembra vitale e ben radicato ma Giussani ha la sensazione che qualcosa non va: la fede vissuta da molti come formalismo e moralismo sta diventando qualcosa di estraneo alla vita di ogni giorno. ? In una tale situazione sembrava porsi come inevitabile un aut-aut: o si doveva considerare il cristianesimo come qualcosa che aveva ormai perso ogni forza persuasiva e determinante la vita di un giovane studente oppure si doveva concludere che il fatto cristiano non veniva presentato, offerto in modo a lui adeguato.? Per Giussani è un problema di metodo:? Due sono i cardini di questa intuizione.? Il primo ? : i contenuti della fede hanno bisogno di essere abbracciati ragionevolmente, debbono essere esposti nella loro capacità di miglioramento, illuminazione e di esaltazione degli autentici valori umani. Il secondo cardine si può esprimere dicendo che quella presentazione deve essere verificata ? [in] un coinvolgimento nella realtà cristiana come fatto essenzialmente sociale o comunionale. ?(2) E? in questi anni che don Giussani va ad insegnare Religione nel Liceo Berchet di Milano. La sua preoccupazione principale è quella di introdurre i giovani alla fede: nasce da questa esperienza GS (Gioventù studentesca) e poi Comunione e Liberazione. Sta in questo metodo, che a mio avviso trova una grandissima rispondenza nel tempo che stiamo vivendo, la forza di questa nuova riproposizione del ?fatto cristiano? come lui amava definirlo.

Ho avuto modo di conoscere i suoi scritti solo nel 2003 tramite una mia carissima collega di lavoro, Elena. Li ho letti e riletti, alle volte ho pianto per la commozione che suscitavano in me. Considero fondamentali Il senso religioso, All? origine della pretesa cristiana, Perché la Chiesa, per chi voglia prendere in considerazione un metodo che come abbiamo visto mira ad una motivazione razionale dell? adesione alla fede, ma non solo: possiamo trovarvi anche interessantissimi spunti di letteratura, pedagogia, sociologia, storia, filosofia. Possibilmente facendoci introdurre da un amico in una delle innumerevoli Scuole di comunità ormai sparse ovunque, non solo in Italia ma anche in molti altri molti Paesi. Dopo un approccio non felicissimo per il suo stile che definirei ostico e denso, i suoi scritti mi hanno preso a tal punto che ho regalato tante copie di suoi testi a parenti e conoscenti pur sapendo che sono una sfida con la quale non sempre accettiamo di misurarci, figli di un tempo attuale frettoloso e consumista anche nelle letture.
Ma si sa, le vie del Signore sono infinite, e così sia.

(1) Dal DVD VITE STRAORDINARIE DON GIUSSANI (distribuito con la rivista TRACCE, tratto dall? omonimo
programma andato in onda il 18 febbraio 2007 su Retequattro MEDIASET).

(2) L. Giussani, Il rischio educativo, Rizzoli, Milano 2005, pp. 42-43.





Lo stato italiano compie 150 anni: qual è la sua identità  Mercoledì 16 Febbraio 2011       
A centocinquanta anni dalla nostra unità nazionale è giunto il momento di dare una lettura, più equa e scevra da coinvolgimenti emotivi, degli eventi storici che hanno dato origine allo stato italiano. è con questo spirito che l?Ottimista è andato a seguire il convegno nazionale sul tema A centocinquant?anni dall?Unità d?Italia. Quale identità?. . . 
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L' emergenza educativa: futura catastrofe o nuova opportunità? (1^ parte)

Siamo davvero di fronte ad un?emergenza educativa, come sostenuto da molti? Non tutti sono d?accordo. Alcuni avvertono qualcosa ma non ne sono pienamente coscienti. Altri pensano che si tratti del fatto che la scuola non produce buoni risultati sul piano degli apprendimenti e dei risultati.
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L' emergenza educativa: futura catastrofe o nuova opportunità? (2^ parte) 
Educare presuppone l?esistenza di un significato e di un'intrinseca positività della realtà. è un percorso che propone non solo la conoscenza ma anche un determinato modo di concepire, di giudicare, di sentire le cose attraverso una visione unitaria che potremmo definire un'ipotesi esplicativa della realtà. Tale ipotesi, in termini cristiani, è rappresentata dalla ?figura di Cristo come chiave di volta di tutto il reale?.
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L' emergenza educativa: futura catastrofe o nuova opportunità? (3^ parte)
Ha scritto il cardinale Caffarra: "La cultura oggi dominante (. . .) 'sfida'  i grandi soggetti educativi [famiglia e scuola, n.d.r.] a dimostrare se possono ancora educare" (1). Non sembra che una consapevolezza riguardo a tale stato di cose sia sufficientemente diffusa. Ci sarà una risposta a questa sfida?
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Compito della Chiesa non è la soluzione dei problemi del mondo
Nelle sue tante indimenticabili pagine, don Luigi Giussani dà una risposta a molte di quelle domande 
che nascondono una sottile e subdola vena denigratoria nei confronti della Chiesa. Una tra queste 
suona all?incirca così: perché invece di vivere nel lusso i preti di ogni chiesa, specie quelli del Vaticano, non aprono le loro porte, accogliendo e soccorrendo i poveri? Il paradosso è infatti questo: molti, pur 
non avendo alcuna stima della Chiesa, pretendono che questa risolva i problemi del mondo, specie i 
più complessi.
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Fratelli atei, la vostra è solo una fede
Siamo in presenza di un nuovo fideismo, quello di coloro i quali pretendono di possedere la verità, autodefinendosi "atei razionalisti". è infatti inoppugnabile che costoro, non credendo, debbano basare la loro convinzione su esperienze e su dati  non dimostrabili scientificamente, come e più di chi crede nelle verità di fede.
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Agora: per Ipazia in molti hanno perso la testa
La trama del film Agora ci porta ad Alessandria d'Egitto: siamo a cavallo tra il IV e il V secolo dopo Cristo, in tempi turbolenti per la convivenza tra cristiani, ebrei e pagani. Ipazia, filosofa e matematica, erede dell'antica cultura del mondo pagano, viene travolta dalla diffusione di movimenti religiosi intolleranti. Fra questi i "parabolani", che arrivano a distruggere la biblioteca alessandrina del Serapeo, dalla quale Ipazia deve fuggire insieme ai suoi discepoli.
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Si può vivere così?
"Bisogna guardarle con gli occhi di un bambino." Così dice la madre ad un' intervistatrice parlando delle proprie figlie Abby e Brittany Hensel gemelle siamesi nate nel Minnesota (Stati Uniti) il 7 marzo 1990. Abby e Brittany sono del medesimo sesso e sono unite in una stessa parte corporea: torace, addome, testa, bacino.
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La difficoltà attuale a capire il cristianesimo
Rielaborando una propria esperienza (l?ascolto ad Assisi di un antico canto medievale) don Luigi Giussani mette a fuoco che ?una mentalità autenticamente religiosa è proprio ciò che nel Medioevo rendeva più facile l? adesione e la convinzione religiosa? (1). Dunque il Medioevo è stata l?epoca in cui, malgrado vi siano state tante nefandezze, l?uomo era  favorito nella comprensione del messaggio cristiano. Vi è, al contrario, per l?uomo contemporaneo, un enorme ostacolo ad afferrare questo messaggio, una difficoltà maturata nel corso dei secoli. In estrema sintesi Giussani sostiene che, in un lungo processo, dispiegatosi dal XIV secolo in poi, sia avvenuto un progressivo ed inesorabile divaricamento dell?uomo dalla religiosità e da Dio.
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Più grande di quanto loro possano pensare
Avete il desiderio di acquistare dei libri scritti da atei su Dio e la fede e di conoscere ciò che asseriscono in merito a come le religioni "avvelenino" ogni cosa? Se la risposta è affermativa allora dovreste leggere anche qualche libro di segno opposto. Per esempio quello di padre Thomas D.Williams L.C. dal titolo Dio è grande. Un teologo risponde agli atei (Liamar, 2010). Il volume è la traduzione italiana di Greater Than You Think: A Theologian Answer The Atheists About God, pubblicato in inglese nel 2008 per FaithWords.
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Ratzinger vs Nietzsche e le "minoranze creative"
Friedrich Nietzsche (1844-1900), considerato tra i più originali pensatori occidentali di ogni tempo, continua ancora oggi ad esercitare un'enorme influenza sul pensiero filosofico e non solo. Nietzsche rientra a pieno titolo nell'evoluzione culturale descritta per comprendere quale sia stato il percorso storico di distacco dell' uomo dalla religiosità (leggi anche La difficoltà attuale a capire il cristianesimo), anzi probabilmente rappresenta la tappa finale, o se preferiamo, quella in cui il distacco diventa "l' uccisione di Dio". Di quel punto di vista troviamo conferma, ulteriore arricchimento ed evidenze storicamente più attuali in ciò che ha scritto Josef Ratzinger, prima da cardinale e poi da Papa.
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Il male e il sorriso buono di Dio
Gli inquirenti stanno ancora cercando di ricostruire cos?è accaduto quel brutto 26 agosto, giorno della scomparsa della quindicenne Sarah Scazzi. Un nuovo giallo ci ha fatto interrogare sul cinismo che alberga su Internet: sul social network Facebook, erano apparse, per poi essere rimosse, le foto del cadavere di una ragazza bionda su un tavolo di obitorio. Saranno state quelle di Sarah?
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Benedetto XVI, il mercato globale e i consumi individuali
Le tematiche economiche sono sempre più strettamente collegate all?etica e ciò, per fortuna, sta diventando sempre più chiaro a tutti.  Benedetto XVI le affronta con grande limpidezza di vedute ed autorevolezza, dando nel contempo le tracce di soluzione da sviluppare per il miglioramento della situazione attuale. La ponderosa enciclica Caritas in veritate ne è la dimostrazione: il Pontefice non trascura, anzi evidenzia, questo settore dell?attività umana ed esprime in merito concetti originali, talvolta controcorrente, mettendo in luce aspetti da alcuni ritenuti ? a torto - ininfluenti nel campo dell?economia. Un esempio emblematico è la connessione esistente tra il crollo della natalità e la crisi economia in molti paesi sviluppati.
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La magia di Eduardo ritorna con Massimo Ranieri
Il teatro, con l?unicità di ogni rappresentazione, con gli invisibili fili che legano spettatori ed attori in magiche ed irripetibili atmosfere, è sempre il teatro e le opere teatrali vanno guardate ?in una stanza di tre muri dove il pubblico è con me? (come cantava Charles Aznavour nella canzone L' istrione )Tuttavia farlo vedere in televisione non guasta, anzi è addirittura fondamentale se si vuole davvero,
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Il nuovo bipolarismo dei valori
L?attuale situazione politica italiana può essere spiegata semplicisticamente come uno scontro di potere. Gli attori di questo scontro tentano di avere la meglio, gli uni sugli altri, non sempre animati da motivazioni nobili ed elevate, ed i colpi di cui si servono non sono tutti al di sopra della cintola.        Questa sbrigativa descrizione però non è sufficiente per penetrare fino in fondo ciò che sta accadendo nella politica nostrana e non solo in questa.
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Luci ed ombre della riforma Gelmini
I termini "riforma Gelmini" designano un insieme di leggi emanate da Governo e Miur (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca), il cui scopo è quello di riformare il sistema scolastico. Non entreremo nel merito dei provvedimenti concernenti l' università approvati nel dicembre scorso tra violente contestazioni di piazza, segnale di un malessere giovanile che ha radici  non recenti e che deriva principalmente dalle difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro.
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"Anna", un' esilarante commedia sui trentenni di oggi
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1861 - 2011
   
Centocinquantesimo anniversario dell' Unità d' Italia
 

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Inno d' italia

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Inno di Mameli cantato dal tenore italiano Mario Del Monaco.

Testo

Fratelli d' Italia,
l 'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov' è la Vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
Italia chiamò, sì! 

 

Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.
Raccolgaci un' unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.

Uniamoci, amiamoci;
l 'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,

Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
Italia chiamò, sì! 



Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
ogn' uom di Ferruccio
ha il core e la mano; 
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla;
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,

Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
Italia chiamò, sì! 
 
 
 
 
              
                                      





                                                                                         
                

            









                                                                     










































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